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	<title>Sicilytudine</title>
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		<title>5 mete da visitare della Sicilia Orientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 17:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il territorio siciliano si presta a un turismo in grado di accontentare tutte le tipologie di viaggiatori: appassionati di cultura, arte, natura ed enogastronomia possono trovare in Sicilia il paradiso che cercano. L’eterogeneità dell’offerta dell’isola permette di vivere esperienze uniche sia per singoli che per gruppi di amici e famiglie. Con una proposta turistica così [&#8230;]</p>
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<p>Il territorio siciliano si presta a un turismo in grado di accontentare tutte le tipologie di viaggiatori: appassionati di cultura, arte, natura ed enogastronomia possono trovare in Sicilia il paradiso che cercano.</p>



<p><strong>L’eterogeneità dell’offerta dell’isola</strong> permette di vivere esperienze uniche sia per singoli che per gruppi di amici e famiglie. Con una proposta turistica così varia, abbiamo selezionato <strong>cinque mete da visitare assolutamente in Sicilia orientale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="523" src="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/04/mete-sicilia_orientale_postblog_sicilytudine_taormina.jpg" alt="" class="wp-image-2880" srcset="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/04/mete-sicilia_orientale_postblog_sicilytudine_taormina.jpg 1024w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/04/mete-sicilia_orientale_postblog_sicilytudine_taormina-600x306.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Taormina</strong></h2>



<p>Una delle mete turistiche più rinomate ed amate dell’intera isola, <strong>Taormina</strong> sorge tra le <strong>pendici dell’Etna</strong> e il <strong>Mar Jonio</strong>, una location incantevole da cui poter ammirare un <em>landscape unico al mondo</em>. Percorrendo il bellissimo Corso Umberto è d’obbligo visitare il <strong>Teatro Greco</strong>, <strong>il Duomo</strong> di epoca Normanna e la natura incontaminata <strong>dell’Isola Bella</strong> a poca distanza dal centro cittadino. Per chi volesse vivere in maniera inedita <strong>la perla dello Jonio</strong>, con la scoperta di luoghi rimasti fermi nel tempo, consigliamo <a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/around-taormina/">il nostro tour Luoghi di Fuga: Around Taormina.</a></p>



<p><strong>Area Protetta dei Nebrodi</strong></p>



<p>Durante gli afosi mesi estivi c’è chi preferisce il fresco della montagna. Anche in Sicilia è possibile godere una <strong>vacanza bucolica</strong> e immergersi nella natura, nell’arte e nella storia: l’<strong>Area Protetta dei Nebrodi</strong> è stupenda da visitare, anche per chi ha già avuto modo di conoscere le spiagge dell’isola e desidera vivere un’esperienza diversa.  Questa è l’area protetta più grande della regione, ricca di sentieri e percorsi tra <strong>habitat unici</strong> nel loro genere. Per godere al massimo le opportunità che offre il Parco, consigliamo il nostro <strong>Tour</strong> <a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/altra-sicilia/">Viaggio in un’altra Sicilia</a> per immergersi nelle radici della Sicilia più autentica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Catania</strong></h2>



<p>Catania è la seconda città più grande dell’Isola &#8211; dopo Palermo &#8211;  ed è sicuramente la più facile da raggiungere grazie <strong>all’Aeroporto Internazionale Fontanarossa Vincenzo Bellini</strong>, situato a pochi chilometri dal cuore della città. Una volta raggiunto il <strong>centro di Catania, Patrimonio dell’Unesco</strong>, è bello perdersi tra gli edifici Barocchi, le Chiese e il rinomato Monastero dei Benedettini, gli Anfiteatri romani, il Castello federiciano e molto altro. Catania inoltre ospita <strong>la terza festa religiosa più grande al mondo</strong>, dedicata al <strong>culto di Sant’Agata. </strong>Di grande interesse è scoprire i luoghi che hanno accompagnato la vita della <strong>Santa Patrona</strong> con il<a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/catania-sant-agata/"> tour Catania e i doni di Sant’Agata</a>. Per chi desidera assaggiare le <strong>prelibatezze gastronomiche</strong> della città da non perdere il <a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/catania-sapori-colori-ombre/">tour Sapori, colori, luci e ombre di Catania.</a></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="523" src="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/04/mete-sicilia_orientale_postblog_sicilytudine_etna.jpg" alt="" class="wp-image-2878" srcset="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/04/mete-sicilia_orientale_postblog_sicilytudine_etna.jpg 1024w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/04/mete-sicilia_orientale_postblog_sicilytudine_etna-600x306.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Etna</strong></h2>



<p>Chi visita Catania rimane a bocca aperta davanti la <strong>regina</strong> indiscussa della città: l<strong>’Etna</strong>. “A’ Muntagna” con i suoi 3323 metri è <strong>il vulcano attivo più grande dell’Europa</strong>, nonché posto ideale per chiunque ami le <strong>escursioni e il trekking </strong> nella bella stagione e che potrà approfittare del <a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/magmasantissima-etna/">tour Magmasantissima: l’Etna. </a>Per chi preferisce scoprire le <strong>eccellenze vitivinicole</strong> prodotte nelle <strong>pendici maestose dell’Etna</strong>, consigliamo il nostro tour <a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/iter-vitis-cantina-etna/">Iter Vitis, visita in cantina sull’Etna.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Siracusa</strong></h2>



<p>Punto nevralgico della Magna Grecia, <strong>Siracusa</strong> è ricca di monumenti artistici che spaziano dall’arte greca a quella barocca e moderna. <strong>Nell’Isola di Ortigia,</strong> all’interno della città, è possibile visitare <strong>il Duomo</strong> e il <strong>Castello Maniace</strong>, passeggiare sul nuovo lungomare per ammirare un tramonto unico e gustare ottime specialità marinare. Per chi volesse vivere in maniera inedita la città di Archimede, consigliamo il <a href="https://www.sicilytudine.com/giardini-di-sicilia/">tour Giardini di Sicilia</a>, nel corso del quale si avrà la possibilità di immergersi nell’atmosfera di uno dei giardini più magici della Sicilia orientale: <strong>Giardini delle Latomie, Villa Reinmann</strong>.</p>



<p><a href="https://www.sicilytudine.com/categoria/esperienze/">Vuoi scoprire il meglio della Sicilia Orientale in un unico viaggio? Contattaci per un tour personalizzato!</a></p>



<p>Ti aspettiamo in Sicilia!</p>
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		<title>Parchi Letterari in Sicilia</title>
		<link>https://www.sicilytudine.com/parchi-letterari-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 15:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Heritage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Sicilia negli ultimi anni ha contribuito a istituire nel suo territorio dei Parchi Letterari, ovvero dei centri di conservazione e promozione del vasto patrimonio letterario dell’isola. La scelta delle aree geografiche dei parchi corrisponde alla selezione dei luoghi intimi e cari che hanno nutrito il genio creativo di ciascun artista o ospitato i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Regione Sicilia</strong> negli ultimi anni ha contribuito a istituire nel suo territorio dei <strong>Parchi Letterari</strong>, ovvero dei centri di <strong>conservazione</strong> e <strong>promozione</strong> del vasto <strong>patrimonio letterario</strong> dell’isola. La scelta delle aree geografiche dei parchi corrisponde alla selezione dei <strong>luoghi intimi</strong> e cari che hanno nutrito il genio creativo di ciascun artista o ospitato i personaggi delle loro opere.&nbsp;</p>



<p>Quali sono i Parchi letterari siciliani?&nbsp;</p>



<p><strong>Parco Letterario intitolato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa </strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Parco Letterario intitolato a Luigi Pirandello</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Parco Letterario intitolato a Leonardo Sciascia</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Parco Letterario intitolato a Salvatore Quasimodo</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Parco Letterario intitolato a Giovanni Verga</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Parco Letterario intitolato a Elio Vittorini</strong>&nbsp;</p>



<p></p>



<p><strong>Il Parco Letterario</strong> <strong>dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Si estende su un vasto territorio della Sicilia occidentale: da <strong>Palermo</strong>, passando per la <strong>zona di Santa Margherita</strong>, fino a <strong>Palma di Montechiaro </strong>e abbraccia tutti i luoghi legati alla sfera familiare dello scrittore e alla sua infanzia. Palermo, ad eempio, è il palcoscenico del celebre libro “Il Gattopardo” e luogo della residenza della famiglia Tomasi.&nbsp;</p>



<p><strong>Il Parco intitolato a Luigi Pirandello</strong>&nbsp;</p>



<p>Si focalizza principalmente nella sua <strong>casa-museo</strong> in <strong>contrada Caos</strong>, nell’agrigentino. L’area si estende fino alla zona marittima di <strong>Porto Empedocle &#8211; </strong>luogo cruciale per il giovane Pirandello dove risiedevano i magazzini del padre &#8211; e nelle zone circostanti, ricche di <strong>miniere di zolfo</strong>, simbolo di un mondo popolare oggi perduto ma che ha influenzato fortemente l’autore.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Il Parco Letterario di Leonardo Sciascia</strong>&nbsp;</p>



<p>Vasta è anche l’area che interessa questo parco: qui un unico percorso riunisce le aree delle zolfatare della Sicilia occidentale con i luoghi divenuti celebri per i fatti di cronaca di stampo mafioso. Centri nevralgici sono <strong>Regalpietra</strong> il comune nato dalla fantasia dell’autore,&nbsp; <strong>Recalmuto, </strong>città natale dello scrittore, e <strong>Caltanissetta, </strong>dove Sciascia si formò e visse la sua giovinezza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Parco letterario di Salvatore Quasimodo</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>La Terra impareggiabile</strong> è il titolo dell’ultima raccolta di poesie, oltre che il nome del Parco letterario di Salvatore Quasimodo. Nato dalla volontà del suo unico erede, il parco intende condurre il visitatore nei luoghi principali per Quasimodo: <strong>Modica, Roccalumera, Messina, Tindari, Le Isole Eolie, Siracusa, Pantalica e la zona dell’Agrigentino</strong>. Tutti i luoghi in cui è possibile respirare ancora <strong>le radici della sicilianità</strong> e degli antichi lirici greci tanto cari all’autore.&nbsp;</p>



<p><strong>il Parco Letterario dedicato a Giovanni Verga</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>L’Arcipelago dei Ciclopi, il comune di Aci Trezza e il Castello Normanno di Aci Castello,</strong> in provincia di Catania, sono le aree del Parco Letterario dedicato a Giovanni Verga, nel quale hanno vissuto i protagonisti dei romanzi veristi dell’autore. Qui è possibile visitare i luoghi legati alla storia della famiglia Toscano, come la Casa del Nespolo, la fontana e la chiesa di Aci Trezza.&nbsp;</p>



<p><strong>Il Parco Letterario intitolato a Elio Vittorini</strong>&nbsp;</p>



<p>Ultimo, ma non per importanza, è <strong>il Parco</strong> dedicato al celebre scrittore <strong>Elio Vittorini a Siracusa</strong>. La magica città siracusana ha dato i natali all’autore e ha fatto da meraviglioso sfondo a diverse opere. Il percorso comprende <strong>l’Isola di Ortigia</strong>, <strong>il Ponte Umbertino</strong> e la stupefacente bellezza del <strong>Duomo</strong>, in grado di condurre i visitatori in un racconto visivo capace di coinvolgerli con tutti i sensi.&nbsp;</p>



<p><strong>La Strada degli Scrittori</strong>&nbsp;</p>



<p>Di recente la Regione Sicilia ha deciso di dedicare una strada statale &#8211; che attraversa le province di <strong>Agrigento e Caltanissetta</strong>&nbsp; &#8211; ai suoi scrittori più celebri: <strong>la Strada degli Scrittori</strong>. Nata grazie all’idea del giornalista siciliano <strong>Felice Cavallaro</strong>, il tratto della <strong>SS 640</strong> è un altro esempio dell’importanza che l’isola riconosce alla propria cultura e agli uomini che l’hanno resa celebre in tutto il mondo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Se anche tu vuoi scoprire un itinerario speciale e immergerti nella cultura letterario dell’isola, contattaci per un tour realizzato su misura.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Catania e Sant’Agata, la città e i luoghi della Patrona</title>
		<link>https://www.sicilytudine.com/catania-e-santagata-la-citta-e-i-luoghi-della-patrona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 11:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursione]]></category>
		<category><![CDATA[Food&Wine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La festa di Sant’Agata è una delle celebrazioni religiose più importanti al mondo: ogni anno turisti, devoti e curiosi scelgono di visitare la città di Catania proprio nei giorni dedicati alla Patrona. L’atmosfera della festa incanta e coinvolge tutti i visitatori: la fede e il folclore, le preghiere e i riti, gli appuntamenti mondani e [&#8230;]</p>
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<p>La festa di Sant’Agata è una delle celebrazioni religiose più importanti al mondo: ogni anno turisti, devoti e curiosi scelgono di visitare la città di Catania proprio nei giorni dedicati alla Patrona.</p>



<p>L’atmosfera della festa incanta e coinvolge tutti i visitatori: la fede e il folclore, le preghiere e i riti, gli appuntamenti mondani e le celebrazioni liturgiche si intrecciano. Le luminarie, i fiori, i ceri e gli ambulanti che vendono torrone e dolciumi per strada dipingono uno scenario colorato e pieno di profumi che fa da cornice al movimento dei devoti che attendono la Santa e portano il busto reliquiario in processione in giro per la città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I giorni della Festa</h2>



<p>Le Candelore &#8211; delle grandi costruzioni in legno scolpite, decorate e dorate in superficie, chiamate anche cerei di Sant’Agata &#8211; danno il via alla celebrazioni agatine a partire da gennaio, girando per la città portate in spalla da gruppi di devoti. Oggi le candelore sono 11 e ciascuna rappresenta una corporazione o un mestiere e ha una propria identità. L’inizio ufficiale della Festa è il 3 febbraio: la prima giornata è dedicata all’offerta delle candele, con una processione in cui sono protagoniste le candelore e due carrozze settecentesche, chiamate Carrozze del Senato, cui partecipano la autorità civili, religiose e militari. Nel corso della serata l’appuntamento più atteso è quello dei “Fuochi da sira o’tri”, un grande spettacolo pirotecnico che illumina la città da piazza Duomo.<br>Il 4 febbraio la città &#8211; alle prime ore del giorno &#8211; abbraccia la Santa: dopo la Messa dell’Aurora il fercolo incontra la folla e viene portato in giro per la città fino a notte fonda, in quello che è chiamato “il giro esterno”. Il 5 è il giorno di celebrazione di Sant’Agata: dopo il pontificale celebrato in tarda mattinata, nel pomeriggio il fercolo lascia la Cattedrale per il “giro interno”, i fuochi notturni del Borgo, la suggestiva Salita di San Giuliano, il Canto delle Clarisse, fino al rientro che segna la fine delle celebrazioni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2822" width="515" height="515" srcset="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-1024x1024.jpg 1024w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-300x300.jpg 300w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-150x150.jpg 150w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-768x768.jpg 768w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-600x600.jpg 600w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti-100x100.jpg 100w, https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2023/02/img-santa-agata-catania-blog-festa-luighi-sicilytudine-devoti.jpg 1080w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Scoprire Catania</h2>



<p><a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/catania-sant-agata/">Sicilytudine organizza tutto l’anno il tour di mezza giornata</a> &#8211; sia diurno che serale &#8211; dedicato alla scoperta dei luoghi legati alla memoria di Sant’Agata, tra scorci barocchi, emozioni e memoria: Catania e i doni di Sant’Agata.</p>



<p>Per chi è in città e vuole scoprire <a href="https://www.sicilytudine.com/prodotto/catania-sapori-colori-ombre/">Sapori, colori, luci e ombre di Catania Sicilytudine</a> ha pensato a un tour che spazia tra arte e gastronomia. Per gli appassionati di musica da non perdere Catania: bellezza, belcanto, Bellini, un’esperienza dedicata al cigno catanese Vincenzo Bellini e alla lirica.</p>
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		<title>Sutera: un pittoresco villaggio ai piedi di un gigante</title>
		<link>https://www.sicilytudine.com/sutera-un-pittoresco-villaggio-ai-piedi-di-un-gigante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 10:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Heritage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sutera &#8211; un pittoresco villaggio ai piedi di un gigante, una roccia svettante che domina l&#8217;alta valle del Platani, in una dimensione antica e genuina dal fascino inalterato. Le storie di &#8220;truvature&#8221;, grandi tesori nascosti e vani tentativi di trovarli, fanno parte della ricca tradizione locale. Da lontano la roccia svettante con l&#8217;antico monastero in [&#8230;]</p>
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<p><strong>Sutera &#8211; un pittoresco villaggio ai piedi di un gigante, una roccia svettante che domina l&#8217;alta valle del Platani, in una dimensione antica e genuina dal fascino inalterato.</strong></p>

<p>Le storie di <strong>&#8220;truvature&#8221;,</strong> grandi tesori nascosti e vani tentativi di trovarli, fanno parte della ricca tradizione locale.</p>

<p>Da lontano la roccia svettante con l&#8217;antico monastero in cima ricorda una &#8220;meteora&#8221;, quelle torrette con pareti a picco tipiche del paesaggio della Tessaglia.</p>

<p>È intorno a questa montagna, conosciuta come San Paolino, che si è sviluppata nei secoli la storia di Sutera.</p>

<p>È una storia antica che affonda le sue radici nella leggenda del mitico fondatore: Dedalo e testimonianze archeologiche della presenza dei Sicani nel 6000 a.C.. I greci la chiamarono &#8220;Soter&#8221;, che significa &#8220;sicura&#8221;, per la posizione strategica a controllo della valle del Platani.</p>

<p>La presenza araba si riflette nel pittoresco quartiere del &#8220;Rabato&#8221;, che significa &#8220;borgo chiuso&#8221;. Lungo i vicoli stretti e tortuosi avvolti nel silenzio e circondati da casette si respira un&#8217;atmosfera antica e rarefatta, come se il tempo si fosse fermato. Il quartiere si è formato intorno alla moschea, costruita nell&#8217;875 d.C., di cui rimangono alcune tracce all&#8217;interno della chiesa principale costruita nel 1545 su una precedente del 1370 realizzata da Giovanni Chiaramonte, a tre navate con decorazioni in paillettes d&#8217;oro e una spettacolare fusione di marmi e intarsi in stile barocco nella Cappella del Sacramento.</p>

<p>Ogni anno, a Natale, le stradine diventano lo scenario naturale di un presepe vivente.</p>

<p>75 ampi gradini partono da Piazza del Carmine e si dirigono verso il Monte san Paolino fiancheggiando la roccia dove sorge il santuario dedicato a Paolino e Onofrio. Al suo interno sono custodite due splendide urne, capolavori dell&#8217;arte orafa siciliana, contenenti le reliquie dei due santi protettori.  </p>

<p>Una passeggiata sulla grande terrazza è d&#8217;obbligo per godere di una vista mozzafiato. Tra valli brulle e piccoli boschi si possono scorgere i profili di ben 22 città e villaggi siciliani e gli imponenti castelli di Mussomeli.</p>

<p>Proseguendo la visita della città, si ha davvero la sensazione di attraversare un museo a cielo aperto e di tornare indietro nel tempo, in una dimensione antica e genuina, in cui le tradizioni mantengono inalterato il loro fascino.</p>

<p>Per conservare un buon ricordo di tutto ciò, provate le <strong>specialità gastronomiche</strong> come : &#8220;Pitirri&#8221; (zuppa di verdure), &#8220;maccu&#8221; (purè di fagioli), &#8220;mbriulati&#8221; (focacce ripiene di olive, salsiccia, cipolle), frittelle di pane e uova, taralli di Sutera, cassatine di ricotta, polli pasquali, &#8220;buccellati&#8221; (dolci natalizi ripieni di noci, mandorle e fichi).</p>
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		<item>
		<title>Tradizioni di ricchi e poveri a tavola in Sicilia</title>
		<link>https://www.sicilytudine.com/tradizioni-di-ricchi-e-poveri-a-tavola-in-sicilia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 14:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food&Wine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si cucina si attinge ai preziosi beni che la natura mette a nostra disposizione, e li si compone armoniosamente per realizzare accostamenti di gusto che stuzzicano il palato. A tavola il cibo unisce gli animi ma &#8211; come diceva P. Bourdieu ne “Il corpo tra natura e cultura” &#8211; è anche una forma di [&#8230;]</p>
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<p>Quando si cucina si attinge ai preziosi beni che la natura mette a nostra disposizione, e li si compone armoniosamente per realizzare accostamenti di gusto che stuzzicano il palato. A tavola <strong>il cibo</strong> <strong>unisce gli animi ma</strong> &#8211; come diceva P. Bourdieu ne “Il corpo tra natura e cultura” &#8211; <strong>è anche</strong> <strong>una forma di cultura che rafforza l’identità di gruppo e separa e distingue il “noi” dagli “altri”.</strong></p>



<p>Testimonianze della realtà delle tavole dei poveri sono le foto con intento documentaristico scattate da <strong>Giovanni Verga</strong> &#8211; scrittore, drammaturgo e senatore italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del Verismo –&nbsp; in giro per la Sicilia, a partire dal 1848.</p>



<p>Il pane nero (che si differenzia da quello bianco, destinato ai padroni) è il vero protagonista di <strong>un’alimentazione estremamente ridotta</strong>, e insieme a cipolle e vino diventa la ricompensa per <strong>contadini e pescatori</strong> che, dopo una lunga giornata, vedono ripagato il loro duro lavoro. Da qui derivano espressioni ancora oggi note a tutti come “buscarsi il pane”.</p>



<p>Un piatto tipico degli umili è anche la zuppa di fave con cipolle, zuppa di grano, sardelle e arance presentato da Verga in “Nedda”; il suo profumo caratterizza e rende più reali e veritiere le scenografie verghiane.</p>



<p><strong>Pasta e carne condite con la conserva di pomodoro sono invece il menu dei ricchi</strong>, come racconta Tomasi di Lampedusa nel suo “Gattopardo”, dove il timballo di maccheroni portato in tavola dal principe di Salina “era ben degno di evocare fremiti di ammirazione. L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e cannella che ne emanava non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un vapore carico di aromi, si scorgevano poi i fegatini di pollo, gli ovetti duri, le filettature di prosciutto, di pollo e di tartufi impigliate nella massa untuosa, caldissima dei maccheroncini corti cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio”.</p>



<p><strong>I sapori raffinati e le tradizioni culinarie popolari delle monache di Catania</strong></p>



<p>In seguito al terremoto del 1693 solo 6 dei 14 monasteri femminili allora esistenti furono ricostruiti: <strong>5 benedettini e uno di clarisse</strong>. Al loro interno sono state custodite e tramandate molte ricette che altrimenti sarebbero andate perdute. Nelle loro mense si potevano gustare sia piatti più elaborati e raffinati che pietanze della tradizione popolare, ricette di matrice più rustica e contadina, con una grande attenzione alla cura dell’igiene, alla corretta conservazione degli alimenti, e all’utilizzo degli avanzi, precorrimento del moderno concetto di economia domestica.</p>



<p>La capacità di inventare ricette sempre nuove e varie era di estremo conforto nei <strong>monasteri femminili di clausura</strong>, dove le giornate scorrevano tutte uguali e prive di eventi in grado di far scaturire gioie o piacevoli sorprese in grado di alietare l’animo delle fanciulle giovani e meno giovani.</p>



<p>I pasti erano inoltre momento di aggregazione e condivisione, e dovevano prevedere due pietanze cotte a cui si poteva aggiungere una razione di frutta o legumi freschi. Era consentito un chilo di pane al giorno e un quarto di vino diluito con l’acqua.</p>



<p>Le tavole delle <strong>ricche e nobili benedettine</strong> erano invece spesso adornate da un ricco corredo e da fine vasellame. Nei loro piatti abbondavano portate a base di pesce, come tonno e tinche, ma anche frumento, vino, fave e orzo in quantità, che venivano in parte venduti per fornire al monastero maggiori entrate.</p>



<p>Anche qui il pane era l’alimento principe, la pasta veniva confezionata settimanalmente nei formati preferiti di lasagne, maccheroni, vermicelli, condita con varie tipologie di sughi.&nbsp;</p>



<p>L’uso del riso era riservato ai dolci e alle pietanze dei giorni di magro, come le insalate. La carne era principalmente da pollame, ma nei giorni di festa si preferivano gli arrosti ed i bolliti di carni bovine ed ovine e piatti elaborati con salsiccia, impanate ed involtini.&nbsp;</p>



<p>I legumi e le verdure, ampiamente consumati, venivano dall’orto della comunità dove venivano coltivate anche erbe aromatiche in grado di esaltare anche i pasti più frugali. Non mancavano le insalate con formaggi e uova, caponate, frittelle, ravioli ripieni, pasticci, minestre, e l’ottimo vino veniva prodotto dall’uva della vigna del monastero e in buona parte venduto.</p>



<p><strong>Le clarisse</strong>, per arrotondare le loro magre rendite, erano solite dedicarsi al <strong>commercio di uova, vino, dolcetti e biscotti</strong>; “i biscotti della monaca”, infatti, sono conosciuti ancora oggi.  I famosi biscotti ad S erano il vanto del convento di Santa Chiara, che ne manteneva segreta la ricetta. Fu una delle ultime converse, Mara Messina, a portare con sé la ricetta facendone il cavallo di battaglia della pasticceria di famiglia, del nipote Cav. Arena, fondatore della famosa biscotteria in via Mancini. Ai biscotti ad S, usati anche per la pappa dei bambini, si aggiunsero le “nzuddi” biscotti secchi e profumati con scorza d’arancia e decorati con una mandorla, un tempo prodotti dalle suore vincenziane.</p>
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		<title>Demetra e Core: un mito per la Sicilia </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 14:14:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;antica Trinacria ai livelli più arcaici di cultura, come altre aree nel Mediterraneo, era caratterizzata dal matriarcato e la religione prevalente era quella della Grande Madre, protagonista dell&#8217;evento unico della generazione e della cultura agraria. Le due principali roccaforti del culto riservato alla Dea erano Enna ed Erice, &#8220;montagne&#8221; dove il sacro si manifesta nella [&#8230;]</p>
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<p>L&#8217;antica Trinacria ai livelli più arcaici di cultura, come altre aree nel Mediterraneo, era caratterizzata dal matriarcato e la religione prevalente era quella della Grande Madre, protagonista dell&#8217;evento unico della generazione e della cultura agraria.</p>



<p>Le due principali roccaforti del culto riservato alla Dea erano Enna ed Erice, &#8220;montagne&#8221; dove il sacro si manifesta nella roccia, ed anche altri luoghi come la città ellenizzata di Morgantina ed il centro siculo di Centuripe, che custodiscono entrambi preziose testimonianze archeologiche del culto.</p>



<p>La pietra, per la sua robustezza e durevolezza ben si presta a garantire le idee di eternità, di sacro, di tabù. I miti più arcaici parlano, infatti, di terra e cielo uniti, di eventi traumatici che li hanno separati e del tentativo di ricollegarli attraverso montagne artificiali come torri o piramidi o le rocche che costituiscono naturali assi di collegamento tra il piano terrestre e quello celeste.</p>



<p><strong>Enna&nbsp;</strong>fu il centro di culto principale di Demetra/Cerere e della figlia Core/Persefone, divinità legate alla fertilità della terra.&nbsp;</p>



<p>Si narra che durante il periodo in cui Core si trovava vicino alla madre la natura era rigogliosa e fertile, mentre quando scendeva nell&#8217;Ade dal marito Plutone, come stabilito da Zeus,&nbsp;tutto sembrava apparentemente &#8220;morto&#8221;. Il mito riporta che gli abitanti della Sicilia ricevettero il dono del grano per aver aiutato la Dea a ritrovare la figlia rapita ed averla fatta sorridere nei momenti della triste ricerca.</p>



<p>Questa spiritualità antica si ritrova oggi nel culto della&nbsp;<strong>Vergine della Visitazione,</strong>&nbsp;patrona di Enna, che pian piano soppiantò il culto della Dea, benchè alcuni aspetti delle cerimonie pagane rimangono latenti e frammentati nella pratica cristiana.&nbsp;</p>



<p>Alle soglie del &#8216;400 la statua della Dea era stata bruciata da Re Martino per mettere fine al culto pagano strisciante, e venne sostituìta con la statua lignea della Madonna della Visitazione, acquistata a Venezia nel 1412 e adornata da una preziosa corona ed un manto trapuntato di gioielli.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;itinerario della Processione, a quanto sembra, venne stabilito dal volo di alcune colombe bianche.&nbsp;</p>



<p>In attesa del 2 luglio, data non a caso vicina alla mietitura, il simulacro della Vergine resta sempre nascosto nel duomo di Enna, come avveniva anche per la statua della Dea conservata nell&#8217;<em>adyton</em>, cioè il sacrario impenetrabile del tempio.</p>



<p>I portatori, detti &#8220;nudi&#8221; indossano bianche tuniche come gli antichi sacerdoti ed il fercolo è chiamato la &#8220;nave d&#8217;oro&#8221; per il suo splendore. Fino a pochi decenni fa, era anche adornato di spighe, papaveri e fiori di campo offerti dalle fanciulle in età da marito, emule di Core che era intenta a raccogliere fiori sulle sponde del lago di Pergusa quando venne rapita da Ade, inconsapevole precursore del rito nuziale siciliano della&nbsp;<em>&#8220;fuitina&#8221;</em>.</p>



<p>Fino al tardo Ottocento si usavano pure le fiaccole per ricordare la torcia accesa nel cratere dell&#8217;Etna dalla Dea per rischiarare la notte siciliana in cerca della figlia.&nbsp;</p>



<p>Anche Iside, spesso assimilata a Persefone, viaggiava su una nave ed il suo culto era molto diffuso nella Sicilia romana. Lo ritroviamo nel culto di S. Agata, patrona di Catania.</p>



<p>La corona aurea della Vergine ricorda, infine, la corona di spighe ed il bambino. Anche se all&#8217;epoca della Visitazione Maria era incinta, sostituisce la dea della Vittoria che era posta nelle mani di Cerere nella scultura che ispirò a Verre sacrileghi desideri di rapina, così come ci racconta Cicerone nelle famose Verrine, dove descrisse con minuzia di particolari il grandioso santuario di Demetra di Enna, posto alla finedi una lunga via Sacra, ricca di statue colossali e santuari satelliti.</p>



<p>Durante la festa della Madonna si distribuiscono pani e dolci votivi come ai tempi di Cerere e gli Ennesi esclamano ancora nella vita quotidiana &#8220;Cori, Cori!&#8221;, la mitica Persefone o la Vergine Maria?”.</p>
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		<title>Marsala: 13 gradi di piacere</title>
		<link>https://www.sicilytudine.com/marsala-18-gradi-di-piacere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2022 10:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursione]]></category>
		<category><![CDATA[Heritage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il profumo del mare invade il centro storico, i venti africani si insinuano tra i filari di viti al tramonto, le rovine dell&#8217;antica Lilibeo per i Romani e di Mars-el Allah per gli Arabi, si tingono di colori forti, dal rosso all&#8217;oro. Definita da Cicerone &#8220;Splendidissima Urbs&#8220; , oggi Marsala è il capoluogo di una [&#8230;]</p>
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<p>Il profumo del mare invade il centro storico, i venti africani si insinuano tra i filari di viti al tramonto, le rovine dell&#8217;antica Lilibeo per i Romani e di Mars-el Allah per gli Arabi, si tingono di colori forti, dal rosso all&#8217;oro. Definita da Cicerone <strong>&#8220;<em>Splendidissima Urbs</em>&#8220;</strong> , oggi <strong>Marsala è il capoluogo di una regione vinicola prestigiosa ed unica</strong> dove già i Cartaginesi, a Mothia, si rifornivano di vino da commercializzare in tutto il Mediterraneo.</p>



<p>Archestrato e Apicio, nella cucina greco-romana, lo coniugavano con le salse, le carni in umido, gli stufati, la selvaggina.&nbsp; Ma il Marsala è eccellente anche da sorseggiare in meditazione, è perfetto con le ostriche, con la zuppa di pesce, con i formaggi erborinati, e non smette mai di stupire.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="700" src="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2022/08/img_sicilytudine_blog_marsala_sicilia_mulino_salina_1-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-2691"/></figure>



<p>&#8220;Il vino é così buono che è degno della mensa di qualsiasi gentiluomo&#8221;, così nel 1779, l&#8217;ammiraglio Oratio Nelson lo descriveva dopo averlo assaggiato dal sig. Woodhouse ed averne ordinate 500 botti per le sue navi. Tra Ottocento e Novecento furono molti i produttori e i mercanti che fecero la fortuna del Marsala, elogiandone la prelibatezza: Withaker, Gill, Clark, Gray e Florio furono alcuni di questi. Fu così che i vecchi bagli, finalizzati alla difesa dalle invasioni turche ed africane, si trasformarono in fattorie per la produzione del vino con grandi cantine dove questo poteva invecchiare per almeno 30-40 anni. Durante questo periodo il vino subiva il trattamento &#8220;<em>solera</em>&#8221; , applicato dagli spagnoli allo sherry, che consiste nel travasare, a distanza regolare di tempo, una parte del vino dalla botte del prodotto più giovane a quella contenente il tipo già invecchiato.</p>



<p><strong>Il carattere del Marsala è dato dalle condizioni climatiche, dai terreni asciutti, ricchi di silicati e calcare, e i suoi vitigni sono autoctoni: grillo, cataratto, inzolia, damaschino, pignatello, nero d&#8217;Avola, nerello mascalese</strong>. Per ottenere il Marsala il vino deve essere addizionato con il &#8220;cotto&#8221;, il mosto dell&#8217;uva cataratto, cotto ed invecchiato, che gli conferisce un sapore lievemente amarognolo, e con il &#8220;sifone&#8221; ottenuto dal mosto di uve grillo a vendemmia tardiva, che procura al vino quel gusto forte e dolce che incanta gli amatori.</p>



<p>Il Marsala secco, servito a 13 gradi ed accompagnato da pistacchi ed olive, o meglio ancora da ostriche come si usava a casa Savoia, diventa un aperitivo irresistibile; è perfetto con prosciutto e melone. Il superiore si sposa con le carni bianche e la selvaggina, mentre il superiore riserva è perfetto con una zuppa di pesce profumata all&#8217;aglio e peperoncino o con un pecorino toscano stagionato. Ma se si tratta di un&#8217;anatra all&#8217;arancia, l’abbinamento perfetto è un Marsala vergine o &#8220;solera&#8221;, maturato ed affinato al buio di una cantina per lunghi anni. Il tipo vergine stravecchio può essere abbinato a formaggi erborinati e fermentati come il gorgonzola ed il roquefort, ma noi consigliamo di gustarlo da solo come autentico vino di meditazione, perchè&nbsp;<em>accende la memoria e metabolizza le emozioni.&nbsp;</em></p>



<p>Il principe di Salina, il Gattopardo, ci insegna come servirlo : &#8220;&#8230;<em>in un bicchiere piccolo, di cristallo trasparente per apprezzarne il colore ambrato, a forma di tulipano, per consentire di espandersi ai profumi di zagara, mandorla, ginestra, fiori di zafferano e sommaco, mitico arbusto isolano. E nel servizio sia compreso un antico toscano, il miglior sigaro scuro al mondo.&#8221;&nbsp;</em></p>
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		<title>Siti archeologici da riscoprire in Sicilia</title>
		<link>https://www.sicilytudine.com/siti-archeologici-da-riscoprire-in-sicilia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 15:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Heritage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei motivi fondamentali per cui il turismo culturale non decolla adeguatamente, in particolare in Sicilia, è senza dubbio legato ad una serie di “topoi” , luoghi-comuni, e presunte inadeguatezze dei servizi e delle strutture. In realtà, il turismo culturale, in particolare archeologico, stenta a decollare soprattutto per la limitata conoscenza dell’immenso patrimonio di cui [&#8230;]</p>
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<p>Uno dei motivi fondamentali per cui il turismo culturale non decolla adeguatamente, in particolare in Sicilia, è senza dubbio legato ad una serie di “topoi” , luoghi-comuni, e presunte inadeguatezze dei servizi e delle strutture.</p>



<p>In realtà, il turismo culturale, in particolare archeologico, stenta a decollare soprattutto per la <strong>limitata conoscenza dell’immenso patrimonio di cui disponiamo</strong>.</p>



<p>Un <strong>patrimonio unico al mondo</strong>, che ci fa i siciliani che siamo e non quelli che altri vorrebbero che fossimo. Coloro che vengono da fuori, visitatori-turisti, apprezzano questa peculiare abbondanza dei <strong>segni di millenarie civiltà stratificate</strong>.</p>



<p>Ma come ognuno di noi sa si richiede solo ciò che si conosce e l’offerta va fatta da chi conosce i luoghi e ne vuole promuovere la crescita, altrimenti si continuerà stancamente a pensare che la Sicilia è solo “il paese del sole”, delle coppole, della mafia e dei luoghi comuni.</p>



<p>Einstein diceva che “è più facile dissociare un atomo, che distruggere un luogo comune”, ma vale la pena tentare per dire quel qualcosa in più di cui già parlava Goethe indicando nella Sicilia “la chiave di tutto”.</p>



<p>Sicilytudine si propone anche come strumento di conoscenza per “scoprire” l’esistenza di località utili a far conoscere la Sicilia vera e non quella dei “topoi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I consigliati da Sicilytudine</strong></h2>



<p>In Sicilia si trovano alcuni tra i siti archeologici più belli di sempre, oggi noi vi segnaliamo gli imperdibili; quelli da visitare assolutamente se siete degli appassionati di archeologia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="700" src="https://www.sicilytudine.com/wp-content/uploads/2022/07/img_sicilytudine_blog_siti_archeologici_pantalica-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-2677"/><figcaption>credits <a href="http://flickr.com/photos/xispics/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">flickr.com/photos/xispics/</a></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Area Archeologica di Tindari</h2>



<p>Fondata nel 396 a.C. da Dioniso I, tiranno di Siracusa, Tindari è una delle colonie greche più importanti, rimaneggiata durante il periodo romano. Qui sono state riportate alla luce testimonianze greco-romane come mosaici, sculture e i resti delle antiche mura che difendevano la città. <strong>Il fiore all’occhiello è il Teatro greco</strong>, rivisitato dai Romani, con una magnifica vista sul Mar Tirreno e sulle Isole Eolie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco Archeologico Giardini Naxos e Taormina</h2>



<p>Sempre in provincia di Messina è possibile visitare i resti archeologici della prima colonia greca in Sicilia, Naxos, fondata nel 734 a. C. dagli Eubei di Calcide. Il suo Parco Archeologico è particolarmente suggestivo perché è uno dei rari esempi dell’<strong>impianto urbanistico tipico dell’era arcaica della Magna Grecia</strong>. Il trionfo dell’età ellenistica e del periodo Romano si può ammirare a Taormina, grazie al suo imponente Teatro Greco-Romano, una delle opere ingegneristiche più all’avanguardia di tutta la Magna Grecia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa</h2>



<p>Proseguendo il viaggio verso la parte più meridionale della Sicilia, ci fermiamo a Siracusa, nel Parco Archeologico della Neapolis, uno dei 5 siti archeologici più celebri dell’isola. Custode di preziosi tesori artistici e storici, così rari e importanti che la città è stata riconosciuta tra i <strong>Patrimoni Mondiali dell’UNESCO</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Necropoli Ruprestre di Pantalica</h2>



<p>La Necropoli di Pantalica, ubicata a circa 40 chilometri da Siracusa, è stata anch’essa insignita del titolo di <strong>Patrimonio Mondiale dell’UNESCO</strong> per il suo scenario naturalistico incontaminato incastonato sulle pendici dei Monti Iblei, dove è possibile trovare circa 5000 tombe risalenti all’Età del Bronzo, scavate nelle pareti rocciose e che si gettano a picco sulla Valle dell’Anapo, Riserva Orientata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valle dei Templi di Agrigento</h2>



<p>La valle dei templi di Agrigento è senza dubbio un luogo unico, che racconta una storia antica più di duemila anni. L’area d’interesse storico, caratterizzata dall’eccezionale stato di conservazione, si estende per più di 1300 ettari e dal 1997 è patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Nella Valle dei Templi di Agrigento è possibile ammirare i resti di&nbsp;molti&nbsp;templi dorici, tre&nbsp;santuari, una grande concentrazione di&nbsp;necropoli,&nbsp;fortificazioni, opere idrauliche e parte di un&nbsp;quartiere ellenistico romano&nbsp;costruito su piana greca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Villa Romana del Casale di Piazza Armerina</h2>



<p>Grazie alla sua eccezionale&nbsp;ricchezza di elementi architettonici e decorativi, l’antica residenza è entrata a far parte della&nbsp;World Heritage List&nbsp;tutelata dall’Unesco.<br>Ubicata nel cuore della Sicilia e contornata da bellissimi paesaggi naturali, La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina è un tesoro artistico dal valore inestimabile, che attira ogni anno&nbsp;centinaia di migliaia di turisti. Importanti scavi condotti verso la metà del Novecento hanno portato alla luce 3500 metri quadrati di pavimentazione a mosaico figurativo e in stile geometrico, che secondo alcuni storici dell’arte sono<br>i più belli e meglio conservati del loro genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco Archeologico di Selinunte</h2>



<p>L&#8217;area monumentale di Selinunte è un luogo dove il tempo è sospeso, immersa in un&#8217;altra dimensione: uno dei più alti e grandiosi esempi greci di integrazione tra urbanistica, architettura e paesaggio dell&#8217;intero Mediterraneo. 270 ettari di mito, leggenda, storia e cultura che raccontano una delle più fiorenti civiltà classiche del Mediterraneo.</p>
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		<title>Cosa vedere in Sicilia in estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 09:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sicilia è una terra carica di storia, arte, cultura e tradizioni, e a differenza di quello che si può pensare non è solo ricca di belle spiagge e mare cristallina, ma ha anche un splendido entroterra, con borghi medievali arroccati su promontori e panorami mozzafiato. Se vuoi visitarla in estate, ti suggeriamo i luoghi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Sicilia è una terra carica di <strong>storia, arte, cultura e tradizioni</strong>, e a differenza di quello che si può pensare non è solo ricca di belle spiagge e mare cristallina, ma ha anche un splendido entroterra, con borghi medievali arroccati su promontori e panorami mozzafiato.</p>



<p>Se vuoi visitarla in estate, ti suggeriamo i luoghi più suggestivi dove recarti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><br>Le località marittime da non perdere</strong></h2>



<p><strong><br>Marzamemi</strong></p>



<p>Marzamemi è situata nell’estremità della Sicilia Sud Orientale, dove il Mar Ionio e il Mar Mediterraneo si incontrano. <strong>Un piccolo borgo di pescatori</strong> dove trascorrere qualche giorno all’insegna di mare, cultura e buoni piatti siciliani, con spiagge di conformazione rocciosa. I suoi caratteristici porticcioli, La Fossa e La Balata, fanno da cornice al borgo.</p>



<p><strong>Cefalù</strong></p>



<p>C’è un buon motivo se <strong>Cefalù fa parte dei borghi marinari più belli d’Italia</strong>: le strette viuzze del centro storico, tipicamente medioevali, i palazzi arricchiti da decorazioni architettoniche, il suo splendido borgo marinaro con case antiche fronteggianti il mare, il suo Duomo dichiarato patrimonio dell’Unesco e le sue spiagge con mare cristallino.</p>



<p><strong>San Vito Lo Capo</strong><strong><br></strong><strong><br></strong>San Vito Lo Capo è una piccola località balneare nella provincia di Trapani famosa per la sua <strong>bellissima spiaggia di sabbia fine bianca</strong> su di una baia ai piedi di Monte Monaco, e per un evento molto seguito &#8211; il&nbsp;<strong>Cous Cous Fest</strong>. La sua parte più orientale sconfina nella Riserva dello Zingaro.</p>



<p><strong>I Faraglioni di Scopello</strong></p>



<p>Tappa imperdibile durante il soggiorno estivo in Sicilia è sicuramente la <strong>Spiaggia dei Faraglioni di Scopello</strong>, con un mare di una bellezza che lascia senza parole, azzurrissimo, limpido e incontaminato.&nbsp; Si accede dalla tonnara, per arrivare in una delle baie più belle d’Italia.</p>



<p><strong>Saline di Marsala</strong></p>



<p>Dune bianche, specchi d&#8217;acqua e mulini caratterizzano <strong>le Saline dello Stagnone di Marsala</strong>, che proprio non può mancare nella lista delle cose da vedere. Una tavolozza di colori che varia in base alla posizione del sole, dove percorrendo&nbsp;<strong>la via del sale</strong> è possibile vedere uno dei tramonti più belli del mondo.</p>



<p><strong>I borghi marinari e medievali dalla bellezza senza tempo</strong></p>



<p>Oltre agli <strong>ever green, i classici di una bellezza senza tempo</strong>, ti consigliamo di non sottovalutare alcuni piccoli&nbsp;borghi marinari, dove si conserva il vero sapore della tradizione siciliana.&nbsp;Come Trappeto con il suo porticciolo. Altavilla con il suo Santuario, o Sant’Elia con il suo splendido mare e il vicino Capo Zafferano. La Casbha di Mazara del vallo, affascinante porto ittico e non solo.</p>



<p>E altri piccoli ma preziosi comuni medievali da dove ammirare panorami mozzafiato.</p>



<p><strong>Erice</strong></p>



<p>Arroccato sulla cima del monte omonimo, il <strong>borgo medievale di Erice</strong> svetta dall’alto dei suoi 750 metri, da cui si può godere di un’eccezionale vista panoramica sul golfo di Trapani. Piccolo e molto autentico,&nbsp;Erice&nbsp;è un dedalo di viuzze lastricate che scorrono tra chiese, piazze ed antichi cortili, la cui bellezza culmina nel <strong>Castello di Venere</strong>.<strong><br></strong><strong><br></strong><strong>Monreale</strong></p>



<p>La città di Monreale è <strong>una delle mete turistiche più ricercate dai viaggiatori </strong>in visita nella Sicilia settentrionale<strong>. </strong>Il suo <strong>Duomo</strong>, con gli incredibili <strong>mosaici bizantini</strong>, è una meraviglia architettonica senza rivali, un vero gioiello di arte capace di affascinare con la sua maestosità e la sua sacralità anche il più convinto agnostico.<strong><br></strong><strong><br></strong><strong>Scicli</strong></p>



<p>Perla di rara bellezza per il suo barocco, riconosciuto <strong>Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 2002</strong>, Scicli è una città dal fascino antico &#8211; con i suoi palazzi storici e le sue opere d’arte. Sorge in una pianura dove si incontrano tre valli, chiamate “cave”: la cava di Modica, di Santa Maria La Nova e di San Bartolomeo, in un territorio ricco di grotte. La <strong>chiesa di San Bartolomeo</strong> è senza ombra di dubbio la più bella di Scicli, con un interno spettacolare ricco di decori, affreschi, stucchi, altare e statue stupende.</p>



<p><strong><br>Noto</strong></p>



<p>Noto è <strong>la capitale del barocco siciliano</strong>, caratterizzata da splendide strutture barocche in pietra chiara, cui il tempo ha conferito un bellissimo color oro con sfumature tendenti al rosa chiaro. Il suo centro, <strong>la Noto Antica, ha una struttura medievale</strong> e vi si possono ammirare monumenti di rilevanza storica. Passata la Porta Reale si giunge in Corso Vittorio Emanuele, una lunga via che conduce a tutti i monumenti principali: la Chiesa di San Francesco all’Immacolata, il Monastero di S.s. Salvatore con la bellissima torre e il belvedere, e altri.</p>



<p><strong>Ispica</strong></p>



<p>Ispica è un bel borgo, molto pulito e ben tenuto, in provincia di Ragusa, che dista solo 6 km dal mare. Il suo territorio include <strong>il Parco archeologico della Forza</strong>, con scavi e reperti fin il 1692, e la riserva naturale <strong>Cava Ispica</strong>, <strong>la più importante cava nella&nbsp;Sicilia Orientale. </strong>Nel&nbsp;centro storico di Ispica&nbsp;essenzialmente le strutture architettoniche da ammirare sono due: la Basilica di Santa Maria Maggiore, con lo splendido loggiato del Sinatra, e la Basilica della Santissima&nbsp;d’Ispica.</p>
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		<title>Vacanza breve in Sicilia: cosa fare in 4 giorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 09:19:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hai in programma di fare un viaggio in Sicilia per la tua prossima vacanza? La nostra bellissima isola offre una vasta scelta di paesaggi mozzafiato, spiagge cristalline e splendide città antiche con templi Greci che renderanno il tuo soggiorno indimenticabile. Se il tuo programma di viaggio prevede un tour di 4 giorni, ti suggeriamo un [&#8230;]</p>
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<p>Hai in programma di fare <strong>un viaggio in Sicilia per la tua prossima vacanza</strong>? La nostra bellissima isola offre una vasta scelta di paesaggi mozzafiato, spiagge cristalline e splendide città antiche con templi Greci che renderanno il tuo soggiorno indimenticabile.</p>



<p>Se il tuo programma di viaggio prevede <strong>un tour di 4 giorni</strong>, ti suggeriamo un itinerario che può fare al caso tuo e che ti consentirà di visitare le chicche imperdibili di questa isola stupenda e ricca di tesori da scoprire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Taormina, la perla dello Ionio</strong></h2>



<p>Il tuo viaggio per raggiungere Catania parte da <strong>Taormina</strong>, che grazie dalla sua incantevole posizione sul mare, alla sue bellezze paesaggistiche e al vasto patrimonio storico, culturale e archeologico di cui è ricca, è <strong>una delle località turistiche più famose della Sicilia</strong>. Vai alla scoperta del suo <strong>teatro greco-romano</strong>, il secondo più grande dell’isola, e passeggia lungo le sue strade medievali fino ad arrivare nella piazza centrale, col suo panoramico affaccio sulla natura incontaminata siciliana e sul mare aperto, dove potrai visitare <strong>La cattedrale dedicata a San Nicola</strong>. Percorri Il <strong>Corso Umberto</strong>, la via principale di Taormina, delimitato a nord da Porta Messina e a Sud da Porta Catania, e concediti anche una piacevole passeggiata alla <strong>Villa comunale</strong>, un’oasi di tranquillità, bellezze floreali ed arboree situata nel centro cittadino.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Catania, uno scrigno di pietra lavica e tesori inaspettati</strong></h2>



<p>Il secondo giorno dirigiti verso <strong>Catania</strong>. Quella che vedrai ora è la città ricostruita dopo il terremoto del 1693, in un fiorire di palazzi nobiliari e chiese in stile Barocco. Il <strong>centro storico è oggi tutelato dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità</strong>. Noi ti consigliamo di visitare il <strong>Duomo</strong>, protetto e sorvegliato dall’amatissimo “Liotru”, l’elefante simbolo della città situato al centro della piazza, alla quale accederai passando sotto la Porta Uzeda o costeggiando la fontana dell’Amenano. Risalendo la Via Etnea potrai scoprire la <strong>Chiesa della Collegiata</strong>, <strong>Piazza Stesicoro</strong> e il monumento dedicato a Vincenzo Bellini, e la maestosa <strong>Villa Bellini</strong>, dove potrai immergerti in un’oasi verde di natura nel cuore della città. E con una piccola deviazione potrai raggiungere anche il <strong>Teatro Bellini</strong>, emblema della cultura teatrale catanese. Non farti sfuggire il <strong>Castello Ursino</strong>, e concediti una passeggiata lungo la <strong>Via Crociferi </strong>prima di raggiungere il <strong>Monastero dei Benedettini</strong> con l’adiacente Chiesa di San Nicolò l’Arena.<br><br>Oltre a sfarzosi edifici color pietra lavica, a Catania potrai immergerti nella vivacità dei <strong>mercati popolari</strong> e nel limpido mare della costa (in cui si alternano scogliera e spiaggia sabbiosa). La Sicilia inoltre è famosa per le sue specialità culinarie eccezionali! Di passaggio a Catania, infatti, non potrai non assaggiare i <strong>tipici cannoli siciliani, la cassata, gli arancini</strong>, e se è estate <strong>una bella granita con la “brioche co tuppu”</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sua Maestà l’Etna, “Idda”,&nbsp; il vulcano attivo più alto d’Europa</strong></h2>



<p><br>Il terzo giorno ti consigliamo <strong>un’escursione sull’Etna</strong>, il vulcano più alto d’Europa, che non smette di regalare spettacoli di lava e fuoco. Se vuoi vederlo da vicino, approfitta delle offerte dei tour operator e delle agenzie, che ti accompagneranno lungo la <strong>Valle del Bove</strong> e su per i <strong>crateri sommitali</strong>, o prediligi un più comodo giro panoramico con la <strong>Ferrovia Circumetnea</strong>, che gira intorno all’anello inferiore del vulcano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Siracusa, Ortigia e la lucentezza della pietra bianca</strong></h2>



<p><br>Il quarto giorno dirigiti a Sud verso <strong>Siracusa</strong> per scoprire la sua maggiore attrazione, l’isola di <strong>Ortigia</strong>, un fazzoletto di terra di appena un chilometro quadrato di estensione, dove sorge la parte più antica della città, da ammirare angolo dopo angolo in un susseguirsi di luminosi palazzi in pietra bianca e vicoletti davvero caratteristici. Tra le tante bellezze architettoniche da visitare, ti segnaliamo il <strong>Castello Maniace</strong>, che sorge sulla punta estrema dell’isola, un tempo considerata una posizione strategica per monitorare gli spostamenti marittimi.</p>
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