Sutera – un pittoresco villaggio ai piedi di un gigante, una roccia svettante che domina l’alta valle del Platani, in una dimensione antica e genuina dal fascino inalterato.
Le storie di “truvature”, grandi tesori nascosti e vani tentativi di trovarli, fanno parte della ricca tradizione locale.
Da lontano la roccia svettante con l’antico monastero in cima ricorda una “meteora”, quelle torrette con pareti a picco tipiche del paesaggio della Tessaglia.
È intorno a questa montagna, conosciuta come San Paolino, che si è sviluppata nei secoli la storia di Sutera.
È una storia antica che affonda le sue radici nella leggenda del mitico fondatore: Dedalo e testimonianze archeologiche della presenza dei Sicani nel 6000 a.C.. I greci la chiamarono “Soter”, che significa “sicura”, per la posizione strategica a controllo della valle del Platani.
La presenza araba si riflette nel pittoresco quartiere del “Rabato”, che significa “borgo chiuso”. Lungo i vicoli stretti e tortuosi avvolti nel silenzio e circondati da casette si respira un’atmosfera antica e rarefatta, come se il tempo si fosse fermato. Il quartiere si è formato intorno alla moschea, costruita nell’875 d.C., di cui rimangono alcune tracce all’interno della chiesa principale costruita nel 1545 su una precedente del 1370 realizzata da Giovanni Chiaramonte, a tre navate con decorazioni in paillettes d’oro e una spettacolare fusione di marmi e intarsi in stile barocco nella Cappella del Sacramento.
Ogni anno, a Natale, le stradine diventano lo scenario naturale di un presepe vivente.
75 ampi gradini partono da Piazza del Carmine e si dirigono verso il Monte san Paolino fiancheggiando la roccia dove sorge il santuario dedicato a Paolino e Onofrio. Al suo interno sono custodite due splendide urne, capolavori dell’arte orafa siciliana, contenenti le reliquie dei due santi protettori.
Una passeggiata sulla grande terrazza è d’obbligo per godere di una vista mozzafiato. Tra valli brulle e piccoli boschi si possono scorgere i profili di ben 22 città e villaggi siciliani e gli imponenti castelli di Mussomeli.
Proseguendo la visita della città, si ha davvero la sensazione di attraversare un museo a cielo aperto e di tornare indietro nel tempo, in una dimensione antica e genuina, in cui le tradizioni mantengono inalterato il loro fascino.
Per conservare un buon ricordo di tutto ciò, provate le specialità gastronomiche come : “Pitirri” (zuppa di verdure), “maccu” (purè di fagioli), “mbriulati” (focacce ripiene di olive, salsiccia, cipolle), frittelle di pane e uova, taralli di Sutera, cassatine di ricotta, polli pasquali, “buccellati” (dolci natalizi ripieni di noci, mandorle e fichi).



