L’Odissea fa parte del bagaglio culturale comune. Tutti ricordiamo l’episodio di Ulisse che fa ubriacare il Ciclope Polifemo per poi trafiggergli l’occhio e scappare con i compagni dall’antro buio appendendosi sotto il ventre dei montoni.
Si tratta della più antica notizia relativa a vino sul suolo siciliano. Il selvaggio Ciclope si era ubriacato con vino puro, cosa che i greci non avrebbero mai fatto perché legati alle ferree regole del simposio. Il vino di gradazione alcolica molto alta, perché prodotto da uve molto mature e molto denso così da essere trasportato più facilmente, veniva mescolato con acqua e il momento del” bere insieme” dopo il pasto aveva un’importante funzione sociale praticata anche dalle élites sicule.
La via collinare che da Camarina conduce a Catania, dove si acquistavano i vini dell’Etna, passando per Caltagirone, dove si acquistavano i recipienti, la cui riconoscibilità era garanzia del contenuto, toccava anche Comiso, Vittoria, Lentini, Militello, Mineo, Palagonia, luoghi di produzione di molti eccellenti prodotti agricoli anche oggi.
Essa veniva percorsa dai trafficanti egei che venivano in Sicilia per comprare olio, vino e miele distribuendoli in tutto il Mediterraneo con grande successo. Le ricerche archeologiche ci hanno restituite molte anfore da trasporto di cultura micenea, ma anche coppe da simposio di cultura egea e sicula.
Plinio il Vecchio ci racconta che il vitigno Murgentia, coltivato dai Morgeti nei pressi di Caltagirone, non poteva mancare sulle mense regali. Suo degno erede è oggi probabilmente il Cerasuolo di Vittoria.
Esistono varie strade del vino in Sicilia: dall’Alcamo DOC al Marsala e al Moscato di Pantelleria, dall’Insolia di Sciacca, Menfi, Selinunte, Mazara al Nero d’Avola e Cerasuolo di Vittoria, dal Moscato di Noto e Siracusa alla Doc dell’Etna fino alla Malvasia delle Eolie.
Tutti i grandi vini siciliani nascono dal desiderio di realizzare qualcosa di straordinario, aldilà degli aspetti economici, per mettere in moto l’immaginazione nella consapevolezza del grande retaggio culturale della Sicilia.

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